L’orzo - la bevanda dei filosofi

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Quanto conosci la bevanda dei filosofi e le sue proprietà? 

Comunemente conosciuto con il nome di Orzo, l’ Hordeum vulgare o Hordeum sativum è una pianta appartenente alla famiglia delle graminacee. 

Probabilmente originario della Cina, l’orzo ha avuto un ruolo di prim’ ordine nell’ alimentazione dell’ uomo sin dalla preistoria. Ritrovamenti di chicchi non coltivati negli scavi archeologici della regione Siriana di Tel Mureybat, fanno risalire il primo utilizzo dell’ orzo all’ 8000 a.C.. Si presume che prima di iniziare a macinarlo, gli uomini della pietra lo raccogliessero allo stato selvatico e ne aggiungessero i chicchi interi alle pietanze. Le prime coltivazioni vengono fatte risalire al 7000 a.C. e il primo scritto che parla di orzo coltivato risale al 2800 a.C. In questo scritto del periodo dell’ imperatore Cinese Shen Nung, l’orzo viene identificato come una delle cinque piante sacre. 

Ogni grande civiltà (Cinesi, Egizi, Sumeri, Assiri e Babilonesi) ha tratto benefici dalla coltivazione di questo generoso cereale. Sumeri, Babilonesi e Egizi lo usavano addirittura come forma di denaro. Per Greci e Romani l’alto potere nutritivo dell’ orzo consumato in pane e zuppe ha rappresentato un pilastro della loro alimentazione. Nel I° primo secolo Plinio il vecchio raccontava che proprio grazie al suo alto potere nutrizionale i gladiatori greci venivano nutriti esclusivamente con alimenti a base d’orzo. Successivamente questo cereale dall’ altro potere nutrituvo fu sostituito dal frumento, piu adatto alla pruduzione del pane e più facilmente digeribile. L’orzo venne quindi relegato al ruolo di cibo povero destinato solo alle classi meno abbienti. Recentemente una maggiore attenzione per l’alimentazione naturale ed in particolare per le diete a base vegetale hanno contribuito a riscorprire le qualità millenarie dell’ orzo.

Un grande estimatore dell’ orzo fu il filosofo Ippocrate di Coo vissuto dal  460 a.C. circa al 377 a.C.  e considerato il padre della medicina moderna. Ippocrate, oltre a nutrirsi quasi esclusivamente di polentina a base d’orzo verdure e formaggio, lo usava anche come rimedio per quasi tutti i mali sia fisici che mentali, tanto che ancora oggi il decotto d’orzo è conosciuto come la ‘tisana di ippocrate’.

In virtù del suo notevole contenuto di proteine, sali minerali e fibre, l’orzo risulta essere molto utile per alleviare problemi legati allo stomaco e l’ intestino. L’ elevato contenuto di magnesio, fosforo, potassio, vitamina PP, E, calcio e ferro ne fà un ottimo alimento/bevanda per favorire la concentrazione e le attività mentali in genere. Caratteristiche che gli hanno valso la definizione di ‘bevanda dei filosofi’.

Le tipologie di orzo normalmente presenti in commercio sono quattro: decorticato, perlato, integrale e solubile. Le prime tre sono tipicamente usate per la preparazione di alimenti; il solubile, realizzato tramite la tostatura e la macinatura del cereale è utilizzata per la preparazione di bevande.

 La bevanda prodotta con l’orzo solubile, impropriamente chiamata caffè d’orzo, è stata ampiamente utilizzata fino all’ immediato dopoguerra come succedaneo del caffè, ed assieme a latte e pane secco ha fatto parte della tipica colazione contadina. Nelle case dei nostri nonni la tostatura dell’ orzo era un rito quotidiano che si svolgeva girando la tostatrice sulle braci del fuoco.  

Ai giorni nostri il caffè d’orzo sta vivendo un nuovo momento di gloria, tanto che al bar un caffè d’orzo costa piu di un normale espresso ed anche l’industria di capsule e cialde compatibili ha iniziato a produrre un ottimo orzo in capsule compatibili con macchine Nespresso ed A Modo Mio. Unendo quindi alle incredibili qualità di questo generoso cereale anche la comodità di poterlo preparare in meno di un minuto. Molto probabilemente anche Ippocrate sarebbe stato felice di avere in casa una macchina da caffe Nespresso.

 

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