LA LETTURA DEI FONDI DI CAFFE’

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Interpretare una risposta che viene dall’inconscio.

Si tratta di sperimentare mediante un mezzo la propria energia psichica.

La risposta interiore in linea di massima, si avvale del simbolismo che da sempre lega tutto il genere umano, con la variante personale che contraddistingue il significato di una forma che appare nella tazza, questo perché ogni bagaglio interiore è una storia a sé. Pertanto l’immagine prodotta può essere interpretata correttamente solo da chi pone la domanda poiché sarà il riflesso del proprio inconscio il quale ne attribuisce uno specifico contenuto.  Se la forma di un viso di tigre per qualcuno potrà significare il pericolo, per un altro sarà il coraggio. L’intuizione è fondamentale per decifrare un linguaggio che non è lo standard di un vocabolario, anzi più si lascia cadere una certa forma mentis più la parte femminile e sensibile umana lavorerà.

L’energia psichica deve essere abituata ad agire e se in un primo momento non si riesce ad avere subito una netta risposta, solo riprovando con pazienza si potrà canalizzarla. La fiducia in sé stessi deve unirsi alla parte profonda, con la calma e l’intenzione di cogliere dal dentro quello che fuori non si vede.

 Il “perché non ci riesco” non deve esistere, non serve a niente l’insoddisfazione o reputarsi incapaci se non a vedere il limite auto-imposto. Tempo e volontà portano il risultato di dissolvere la membrana che separa due mondi e che solo in proprio può essere fatto.

L’invito ad attivare questo lato sensibile e misterioso è l’importanza fondamentale di comprendere che le chiare forme che l’energia psichica fornisce sono a completa disposizione di chiunque e che la realtà sovrasensibile è una possibilità accessibile; non c’è separazione tra due realtà se non nella testa e nel pregiudizio di una valutazione personale con poca stima di riuscirci. Su questa base ogni esperimento deve essere contributivo ad espandere la propria conoscenza in maniera fattibile e personale, constatando cosa emerge dall’inconscio e con simmetria a quale evento corrisponde nella realtà fisica.

Jung parlava di coincidenza archetipa elaborando la legge della sincronicità, quei fenomeni inesplicabili che senza causa apparente si manifestano insieme sia pure con linguaggi differenti. Una similitudine di forze provenienti da realtà diverse ma che racchiudono lo stesso significato.  Il fenomeno fisico oggettivo e l’avvenimento psichico sono sincroni per un principio di natura occulta che si manifesta nell’unione della realtà psichica e materiale riassumendosi nell’essenzialità del medesimo concetto. Qualunque arte mantica si avvale di questo criterio con l’ausilio dello strumento catalizzatore: pietre, dadi, foglie di tè, caffè, carte, interiora di animali, fenomeni naturali, ching, ma il mediatore non è l’oggetto in sé o la tecnica applicata che è supporto secondario, quanto l ‘attitudine di “pontificare” . Serve entrare con una mano nella sfera invisibile e raccogliere l’elemento simbolo che specchiandosi nella materia concettualmente sarà l’identica controparte.

Per verificare quanto si possa essere predisposti per la divinazione occorre provare e riscontrare tenendo conto di due fondamenti: la sensibilità e la perseveranza. Se lo Yin ricettivo è poco allenato, risulta debole qualunque connessione con l’interno, da qui la scarsa possibilità di accedere alla realtà atemporale. La meccanica personale di trovare il “modo” corretto di canalizzare quell’energia richiede tempo e esperienza. Ogni modalità è duttile finché non si trova la giusta chiave, ma niente è negato a nessuno e gli strumenti sono tanti e a completa disposizione di chiunque abbia la buona volontà.

Spesso, come nella stesura delle carte viene a concretizzarsi la risposta voluta, questo perché la speranza nutrita è già una forma pensiero che viene catturata e si traduce nel simbolo pertinente, quindi una forma di distacco sul responso è importante quanto la concentrazione sulla domanda.

Cominciamo col dire che qualunque tipo di caffè va bene (no il decaffeinato) sia quello fatto alla turca che offre maggiori immagini o quello classico fatto con la moka o la moderna macchinetta del caffè espresso, può essere zuccherato, dolcificato o amaro. Il momento migliore è la mattina quando ancora, nel dormiveglia l’attività yang non prevale.

Come si fa : l’intenzione è fondamentale, anzi ancor prima di cominciare la preparazione occorre mentalmente porsi la domanda precisa, anche scrivendola, più è precisa la domanda più sarà precisa la risposta. Ci vuole una tazzina bianca meglio se è una tazza da tè poiché essendo più ampia permette una maggiore visibilità interna.  Dopo aver bevuto il caffè, tutto senza lasciare niente nel fondo, si gira fra le mani la tazza fino a dare un giro completo. Poi sono possibili due versioni e si tratta solo di verificare quale meglio funziona. Si lascia così com’è poggiata sul tavolo finchè si asciuga del tutto, oppure si capovolge. Il piano di appoggio può variare. Secondo un’antica tradizione andrebbe capovolta su un piatto piano e bianco ed aspettare che si asciughi completamente. La risposta potrà essere vista solo il giorno dopo perché l’umidità interna tra tazza  e piatto richiede molto tempo per asciugarsi, oppure ponendo la tazza capovolta sul lavello di cucina dove ci sono le scanalature, in questo modo il grosso acquoso scivolerà via meglio. Può capitare di andare a rigirare la tazza capovolta dopo un’ora e vedere correre ancora delle gocce verso l’interno, basta lasciarla dritta ed attendere che evapori. La miglior cosa in ogni modo è dare del l tempo, facendola di mattina il risultato verrà visto la sera.

La lettura : la tazza andrà guardata per ogni verso possibile, girandola fra le mani finchè non si scorge qualcosa come l’immagine di un animale, un numero, una figura intera, un volto, un simbolo, come anche particolari che immediatamente lasciano immaginare qualcosa per associazione. L’incomprensione momentanea non deve demoralizzare, è come interpretare un sogno che con dei codici comunica. Se per esempio si crea la forma di un albero occorre chiedersi cosa l’albero per noi rappresenta e per ognuno sarà diverso.

Il fondo della tazzina è la centralità del tema, è la storia più lontana e passata, è la causa, mentre i bordi saranno gli effetti, così anche il piatto se viene adoperato.

Meglio non disprezzare o scoraggiarsi se non si ottiene un risultato chiaro, sarebbe deludente esprimere un atteggiamento di contrarietà. Non si tratta di mettere alla prova un’antica divinazione mediorientale per divertimento o per verificarne l’efficacia. L’energia in uso è a nostra disposizione, ma non è di nostra proprietà. La correttezza verso quello che non vediamo, ma che intuiamo esista è ben riposta se non esiste speculazione, derisione o distorsione. La creatività intuitiva deve essere il fine, di modo che, anche attraverso questo possibile mezzo , si crei il “ponte” tra il cielo e la terra. Questo strano elemento collegatore , quando coscientemente creato, saggiamente adoperato senza intenzione di nuocere a nessuno per le qualità che apporta, rimane all’aldilà del tempo dentro l’Essere.

 Riconoscere attraverso una lettura un’amara verità  potrebbe generare  risentimento. Qualunque medianità o canalizzazione  che alimenta un fervore del genere non sale sopra l’io psico-drammatico che a sua volta alimenta vibrazioni separative. Purtroppo l’inconscio, quale valvola di accesso al sovrasensibile è unito a due posizioni polarmente opposte : una legata all’ego, l’altra al sé trascendente connesso all’eterno presente, ecco perché spesso il risultato dipende da dove si pesca. Anche in questo caso, come per qualunque altro differente percorso vale la regola che è sempre l’intenzione la fautrice della direzione, la pulizia e l’astrazione dal sé personale. Fare per divenire qualcos’altro di meglio che valorizzi e accresca la persona non è in sé una cattiva cosa è una qualità  apprezzabile , ma non sale e non rimane se non coinvolge la coscienza, si ferma a vestire l’io con un abito più bello e siccome l’io morirà se ne andrà anche l’orpello.

 

Lucia

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